Le onde d’urto focalizzate sono onde acustiche (impulsi sonori) di breve durata e di elevata pressione in grado di produrre un’azione meccanica diretta sui tessuti in cui si propagano.
Oltre a possedere proprietà benefiche di tipo antinfiammatorio, antidolorifico e antigonfiore per tendini, legamenti e tessuti molli, le onde d’urto focalizzate vengono utilizzate per stimolare la rigenerazione ossea dopo una frattura e la rigenerazione cutanea, accelerando il processo di guarigione di piaghe, ulcere e ferite di varia origine.
Le onde d’urto focalizzate producono una reazione dei tessuti coinvolti che spesso conduce alla guarigione della patologia infiammatoria e/o degenerativa; il trattamento serve a innescare il processo biologico di rigenerazione tissutale che si completerà nel corso delle settimane successive.
In ambito ortopedico, le onde d’urto focali vengono impiegate principalmente per trattare le seguenti patologie, sia in fase acuta sia cronica:
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Patologie infiammatorie e degenerative dei tendini, in particolare a carico della cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);
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Epicondilite (gomito del tennista);
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Epitrocleite (gomito del golfista);
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Patologie del tendine rotuleo del ginocchio (ginocchio del saltatore);
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Patologie del tendine di Achille;
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Fascite plantare, con o senza la cosiddetta spina o sperone calcaneare.
Le onde d’urto focalizzate possono agire in modo sinergico con altre terapie, per esempio potenziando e accelerando i risultati di un intervento chirurgico, oppure possono rappresentare una valida alternativa all’intervento chirurgico stesso, o ancora possono costituire una soluzione efficace per la cura dei postumi di un trauma.
Trattandosi di terapia non invasiva, non vi sono effetti collaterali rilevanti. Vengono generalmente ben tollerate dal paziente nonostante possano essere anche discretamente dolorose, soprattutto quando il trattamento coinvolge i tessuti molli.
Tuttavia, dopo applicazione di alte energie, potrebbero verificarsi:
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Piccoli ematomi, petecchie ed ecchimosi superficiali e di breve durata;
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Riacutizzazione temporanea della sintomatologia dolorosa, fenomeno che non deve essere interpretato come un evento avverso o negativo, ma al contrario come una eventuale risposta positiva alla stimolazione meccanica sui tessuti.






